Il termine Dharma in Gurmukhi si riferisce a rettitudine, pietà, osservanza religiosa, spiritualità e moralità.

Traduzione in italiano: Religione, rettitudine, dovere, virtù, merito, onestà, setta, giustizia, caratteristiche, fede.

In Sanscrito, il termine significa anche: giusto; giustizia; merito religioso; ciò che è stabilito; statuto; ordinanza; legge; pratica; osservanza consuetudinaria o condotta prescritta; dovere.

La seguente citazione dal Gurbani sottolinea l'importanza del Naam Simran per coloro che desiderano seguire il cammino del Dharma:

"Il mio Guru dona il Naam, il Nome del Signore, a coloro che hanno tale karma scritto sulle loro fronti. Egli impianta il Naam e ci ispira a recitarlo; questo è il Dharma, la vera religione, in questo mondo. ||1||" (Sri Guru Granth Sahib, pagina 680)

Per i Sikh, la parola "Dharma" significa "il sentiero della rettitudine". Ma quale è il "sentiero della rettitudine"? Questa è la domanda a cui le scritture Sikh cercano di rispondere.

Il principale testo sacro dei Sikh è chiamato Guru Granth Sahib (o SGGS in forma abbreviata). Questo libro è considerato più di un semplice testo sacro dai Sikh; essi lo trattano come un vero e proprio Guru vivente. Il testo sacro si estende per 1430 pagine e contiene le parole effettive pronunciate dai Guru Sikh e da vari altri Santi appartenenti ad altre religioni, tra cui l'Induismo e l'Islam.

Il Sikh Dharma è una religione distinta rivelata attraverso gli insegnamenti dei Dieci Guru, che sono accettati dai seguaci come se fossero spiritualmente un'unica entità. I Guru sono considerati "luce divina" e hanno trasmesso il Gurbani (la parola di Dio) al mondo sotto forma del Guru Granth Sahib.

In questa fede, Dio è descritto sia come Nirgun (trascendente) che come Sargun (immanente). Inoltre, Egli pervade la Sua creazione ed è onnipresente, ma non può incarnarsi in forma umana.

Il principio fondamentale del Sikhismo enfatizza le azioni e le opere di una persona piuttosto che le sue etichette religiose, rituali, apparenze esteriori o simboli visibili.

Contesto

L'obiettivo principale della vita di un Sikh è cercare l'unione con Dio e, di conseguenza, ottenere la liberazione dal ciclo di nascite e morti (samsara o reincarnazione), che è determinato dai pensieri, dalle azioni e dalle opere compiute in questa vita. La liberazione può essere raggiunta attraverso la meditazione su Dio, una vita onesta e veritiera e la condivisione della propria ricchezza nel contesto di una vita familiare normale, oltre che grazie alla grazia divina.

L'Amrit Pahul – il battesimo Sikh, aperto sia agli uomini che alle donne – fu istituito nel 1699 da Guru Gobind Singh, il decimo Guru. Tutti i Sikh, dopo aver preso l'Amrit, sono tenuti a condurre una vita disciplinata seguendo un codice etico che li guida verso uno stile di vita da "Santo-Guerriero" (Sant-Sipahi).

Nel 1708, Guru Gobind Singh conferì l'autorità spirituale al Guru Granth Sahib (le Scritture Sikh), designandolo come Guru eterno, segnando così la fine della guida umana dei Guru. Contemporaneamente, l'autorità temporale fu conferita al Khalsa Panth, la comunità dei Sikh che hanno ricevuto l’Amrit.

Altri aspetti fondamentali della vita Sikh

Un aspetto fondamentale della vita di un Sikh è la Sewa (servizio disinteressato alla creazione di Dio), che spesso si esprime attraverso il lavoro manuale, la promozione della buona volontà tra le diverse fedi e il sostegno alla giustizia e agli oppressi.

A differenza di molte altre religioni, i Sikh credono che quando tutti gli altri mezzi per ottenere giustizia sono esauriti, allora è giusto impugnare la spada per difendere la verità e la giustizia.

Il culto congregazionale Sikh include:

Paath – Lettura delle Scritture sacre (Guru Granth Sahib).

Kirtan – Canto dei Shabad (inni sacri).

Langar – Un pasto vegetariano comunitario (conosciuto anche come cucina gratuita), che è un elemento essenziale della vita Sikh. Il cibo viene servito a tutti senza discriminazioni alla fine del servizio religioso.

Gurdwara – Il luogo di culto Sikh, che funge anche da centro culturale per promuovere la cultura Sikh e rispondere alle esigenze della comunità.

Ardas – I Sikh concludono le loro preghiere con l'Ardas, invocando le benedizioni divine per tutti, non solo per i Sikh.

Scritture e Dharma

Il Guru Granth Sahib stabilisce le fondamenta di questo "sentiero della rettitudine", delineando diversi punti fondamentali.

1. Il Sikh è vincolato dal Dharma

I seguaci di questa fede sono legati al Dharma, come insegnato nelle loro scritture sacre. Un Sikh devoto è incoraggiato a seguire sempre questo cammino. La prima recitazione del Sri Guru Granth Sahib (SGGS), chiamata Japji Sahib, afferma:

"Il cammino del fedele non sarà mai bloccato. Il fedele partirà con onore e fama. Il fedele non segue rituali religiosi vuoti. Il fedele è saldamente legato al Dharma. Tale è il Nome del Signore Immacolato. Solo chi ha fede arriva a conoscere tale stato della mente." (SGGS Japji, pagina 3.)

2. Le azioni vengono registrate

I pensieri e le azioni di una persona sono registrati, e il fedele viene avvertito che verranno letti davanti al "Signore del Dharma". Due scribi, chiamati "Chitr e Gupt", rappresentano gli angeli della mente conscia e subconscia, e annotano costantemente le azioni e i pensieri di ogni individuo. Alla morte, l’anima viene condotta davanti al "Signore del Dharma", e il resoconto viene letto, come riportato in questa citazione:

"Il giorno e la notte sono le due nutrici, nel cui grembo gioca il mondo intero. Le buone e le cattive azioni – il resoconto viene letto alla Presenza del Signore del Dharma. Secondo le proprie azioni, alcuni vengono avvicinati e altri respinti." (SGGS Japji, pagina 8, Salok.)

3. Il Dharma è amministrato da Dio

Le scritture spiegano come il "Giudice del Dharma" amministri la giustizia, basandosi sul comportamento di una persona durante la sua vita sulla Terra. L'anima può essere assolta o soggetta al comando divino, a seconda della valutazione delle sue azioni. Il testo sacro afferma:

"Il Giudice della Rettitudine, per il comando divino (Hukam), siede e amministra la Vera Giustizia." (SGGS, pagina 38.)

Inoltre, i seguaci che recitano il Nome del Signore vengono assolti, come riportato nella seguente citazione:

"Il suo resoconto viene assolto dal Giudice del Dharma quando ella canta il Nome del Signore, Har, Har." (SGGS, pagina 78.)

 

Note

  1. https://www.sikhiwiki.org/