Gur Prasād.

Se guardiamo l’ortografia noteremo che c’è un sihari alla fine. Quindi, come abbiamo già detto in precedenza, un sihari può significare cose diverse. Sihari può significare una parola femminile, ma può anche significare che la parola deriva da una parola allungata. Così Prasād con sihari deriva dalla parola allungata Prasādē, che significa Guru De Prasād De Nāl, “Dalla grazia del Guru”.

Sapete come abitualmente si legge nelle traduzioni del Mool mantra, quando dice “Per grazia del Guru “? Il sihari è da dove prendono la parola “Per”. Perché altrimenti Gur Prasād significa semplicemente “la grazia del Guru”. Ma dalla grazia del Guru o per la grazia del Guru deriva da Gur Prasādē, significa “Dalla grazia del Guru”, Gur Prasād De Nāl, “Attraverso la grazia del Guru”.

Un altro motivo per cui viene utilizzato il sihari è per significare “da esso” o “al suo interno” o “dentro” la parola di cui si parla. A volte vedi la parola Naam con un sihari alla fine. Ciò significa “attraverso il Naam” o “tramite il Naam” o “all’interno del Naam”. 

Altrimenti Naam dovrebbe essere una parola che in realtà è maschile.  Naam come Sat Naam hanno In realtà un onkar sotto. Ma a volte vedete Naam scritto con sihari che significa “attraverso il Naam “, “dal Naam”, “a causa del Naam”.

Qui significa “Per grazia del Guru”. Guru De Prasād De Nāl. 

Per grazia del Guru, cosa? Cosa ottieni attraverso la grazia del Guru? 

Per la grazia del Guru ottieni l’Ek Ongkar, e subito dopo Seibang. Lo capisci tutto.

 Questa è la prima volta che viene introdotto il concetto di Guru. Finora abbiamo parlato solo dell’Unità, Ek Ongkar, fino a Seibang.  Finora il Guru non è stato menzionato.

Allora cos’è il Guru? Come c’entra Guru in tutta questa discussione?

E’ qui che viene introdotto il concetto di Guru.

 [Qui il Bani ti] sta dicendo che è un ottima cosa raggiungere una buona comprensione di Ik.

Va benissimo, sapere cosa è Ek Ongkar, e capire come funziona.

Cosa è​ il Naam, e che è Kartapurk. È Nirbho, è Nirver. È senza morte, è senza nascita, è auto esistente. Ma tutto ciò è essenzialmente concettuale.

Renderlo pratico, renderlo reale ed esperienziale, questo si realizza attraverso il Guru. 

 Il Guru è colui che te lo porta. Senza il Guru, non puoi trovarlo. 

E Bani dice, più e più volte, Bin Satgur, Kēne Na Paio, nessuno lo ha mai trovato questo senza il Guru.

Questo ci fa capire che dobbiamo andare un po’ più a fondo nella definizione di cosa è questo Guru. Perché abbiamo una domanda: cosa dire delle persone che meditano e non seguono un percorso spirituale e hanno comunque raggiunto l’illuminazione? Come è possibile, se il Gurbani ci dice che nessuno lo ha mai trovato senza un Guru? 

Dunque quelle persone che meditano e non hanno un percorso spirituale, o non hanno mai trovato Dio e non hanno mai raggiunto l’Ultimo, oppure hanno raggiunto l’Ultimo attraverso il Guru, ma è la nostra definizione di Guru che deve essere ampliata. 

Perché se descriviamo Guru semplicemente come Guru Granth Sahib o Guru Nanak, allora ci accorgiamo che moltissime volte nel Gurbani Guru Nanak parla del Guru. Ma allora di chi sta parlando Guru Nanak? 

Molte volte nel Gurbani, Guru Nanak parla del Guru. 

Guru Nanak dice “Mi inchino al Guru”; ma di chi sta parlando? Non è lui il Guru? Perché si prostra davanti a qualcuno? 

E Gurbani dice che senza Guru nessuno troverà il modo di arrivare qui. 

Ma allora, cos’è questo Guru a cui hanno avuto accesso tutti coloro che sono stati illuminati? Questo è ciò che dobbiamo capire, perché è sicuramente molto di più di quello che oggi definiamo come Guru.

Se scomponiamo le parole Guru, Gu e Ru, lo dobbiamo aver già sentito dire diverse volte, esse significano “dall’oscurità alla luce”. Da dove viene questa definizione dall’oscurità alla luce? 

La parola Guru non è esclusiva di Sikhi. Guru Nanak non ha inventato questa parola. 

Guru come parola, come concetto, è sempre stato presente nella tradizione indiana. 

, Guru è un concetto che è sempre esistito nelle precedenti scritture indù e nella lingua sanscrita.

E in realtà c’è un libro chiamato Guru Gita. C’è un libro specifico chiamato Guru Gita. E lì, la storia racconta che Shiva è seduto su una montagna e medita, e le persone vengono e imparano da Shiva e si inchinano davanti a lui. Ogni volta che qualcuno si inchina a Shiva, Shiva si gira in un’altra direzione e si inchina a ciò che sembra non significare nulla. La moglie di Shiva è Parvati. Parvati viene e chiede: tutte queste grandi persone si inchinano al grande Shiva, ma tu ti inchini a qualcun altro. A chi ti stai inchinando? E nel Guru Gita, dice: “Mi inchino al Guru”. 

E c’è un’intera scrittura in cui si continua a descrivere cos’è il Guru. Giusto? È una scrittura indù. 

Esiste da migliaia di anni. E lì c’è una definizione secondo cui Gu significa oscurità, Ru significa luce.

Ecco da dove, quando ne parliamo in questi giorni, ecco da dove viene effettivamente. Viene dai Granth pre-Sikh. 

Ecco perché diciamo che Sache è sempre stata lì. 

Questa è la verità che è sempre stata lì, non è qualcosa che Guru Nanak Dev Ji ha inventato. Giusto? 

Guru Nanak Dev Ji ha soltanto riportato la verità alle persone quando avevano perso la strada. La gente aveva perso la strada, la verità. 

Guru Nanak Dev Ji ha riportato loro la verità. Ma Guru Nanak Dev Ji non è l’inventore della verità, siamo d’accordo?

La verità è sempre stata lì. Aad Sach è sempre stata lì. 

 Non dobbiamo spaventarci quando sentiamo queste cose, perché ci danno solo una base migliore per comprendere il linguaggio usato dai Guru. 

Guru Nanak Dev Ji conosceva questi Granth, conosceva queste parole. Giusto? 

E descriveva qualunque cosa avesse da descrivere usando il linguaggio della gente.

La parola Guru, Gu significa oscurità, Ru significa luce. 

In diversi Bania, penso che abbiamo già parlato di Anand Sahib, arriva la parola Gufa.

Gufa significa caverna, Gu, oscurità.  Gufa significa grotta. 

Ru, lo usiamo anche oggi in Punjabi. Quando qualcuno muore, diciamo Ru Di Shanti. Facciamo Ardās per Vichri Hui Ru.  L’anima che se n’è andata. 

Ru, anima leggera.

Queste sono le parole che usiamo che prendono in prestito da questi stessi concetti. Gu, oscurità. Ru, luce. Quindi, cos’è un Guru? Come facciamo a capire cos’è il Guru? 

Nel nostro linguaggio quotidiano possiamo identificare almeno tre tipi diversi. Tre diverse forme del Guru.

Quando dici Guru, la maggior parte delle persone pensa a Guru Nanak Dev Ji. Guru Nanak Dev Ji, o i Guru fisici che abbiamo.  Un modo in cui comprendiamo il Guru è come Guru umano.

Una forma fisica. E cosa intendiamo con quella persona? Pensiamo a Guru Nanak Dev Ji e pensiamo che sia una sorta di insegnante.  Una sorta di entità illuminante. Qualcuno che porti un messaggio di illuminazione.

Ma poi ci sono anche altre forme di Guru che abbiamo. 

Nella tradizione Sikh, è una cosa piuttosto unica, abbiamo il Panth Guru. Un collettivo. Il collettivo è il Guru.  Ed è un concetto piuttosto strano, se ci pensi. Abbiamo questa idea che non l’individuo è il Guru, ma un collettivo in cui tutti voi insieme siete seguaci del messaggio del Guru,collettivamente prenderete la decisione giusta. Guru collettivo. Panth. Guru Panth.

 Parliamo di Guru umano. Ma quali sono i Guru umani? I Guru umani sono solo persone nominate da Guru Nanak in poi? È questo l’unico tipo di Guru? O ce ne sono altri? 

C’è ancora una frase nel Sukhmani Sahib che dice Sat purakh jin jāniā satigur tis kā Naam. 

Sat Purakh, l’Essere Divino, Jina Jania. Chiunque abbia conosciuto l’Essere Divino, Sat Purakh Jina Janya, Sat Gur Tezka Nao, il loro nome è Sat Guru. 

Sat Guru, la definizione di Sat Guru è più ampia di quella che abbiamo normalmente, ovvero chiunque abbia raggiunto lo stato ultimo della Conoscenza Divina. Giusto? Colui che ha realizzato pienamente il Divino.

La domanda interessante a questo punto è: perché i Bhagat non sono stati chiamati Guru? 

Perché nel Guru Granth Sahib si dice Bhagat Naamdev Ji, Bani Bhagtan Ki, non dice Gurmahan Ki. Quindi, se chiunque sia illuminato può essere un Guru, perché non gli viene dato il nome Guru? 

Altrimenti Kabir Ji, Farēd e tutte queste persone sante, dovrebbero avere il nome Guru perché probabilmente sono completamente illuminate, motivo per cui il loro Bani è nel Guru Granth Sahib.

Non ho la risposta a questa domanda. A volte vale la pena formulare la domanda solo per poter riconoscere che la mia definizione non è sempre quella completa. Ok?

 Questo è un modo di comprenderlo, quel Sat purakh jin jāniā satigur tis kā Naam e la parola Jin lì presente, è plurale, è Mukta, non ha un’onkar sotto. 

Sat purakh jin jāniā, “chiunque conosca il vero essere”, Sat Gur Tis Ka Naam, “il loro nome è Sat Guru”. 

Allora perché ad ogni persona illuminata non viene dato il nome Sat Guru? 

Non conosco le risposte a questo. Ma vale la pena capire dove sono i limiti in quello che ti sto dicendo, e non prenderlo come vangelo. Posso condividere con te solo quello che so.

 Abbiamo questo Guru umano, abbiamo questo Guru collettivo, abbiamo anche lo Shabad Guru, abbiamo il Guru Granth Sahib.  Abbiamo il Guru sotto forma di scrittura.  Questo significa che i Sikh hanno tre Guru? Oppure significa che abbiamo dieci Guru, dodici Guru? 

Beh, non è così perché il Guru in realtà è uno, mentre è la forma del Guru è mutevole.

 Per noi, la forma del Guru non è così rilevante perché Guru Granth Sahib Ji non è né più né meno Guru di Guru Nanak Dev Ji. È Guru.

E il Guru Panth non è né più né meno che il Guru Granth perché gli è stato dato il titolo di Guru.  Per noi la forma del Guru è meno rilevante: il vero Guru è la cosa importante.

 Cosa rende qualcuno Guru? Guru per me significa il messaggio, il messaggio divino. Così da Ek Ongkar a Seibang c’è il messaggio divino. 

Ek Ongkar fino a Seibang è la descrizione del divino. Chiunque possa portarti a quello stadio è un Guru. Qualsiasi messaggio, qualsiasi guida, qualsiasi cosa che possa portarti a quello stadio è un Guru. Ha senso?

Il Guru non è la persona che lo dà, è il messaggio, è come se la metodologia fosse il Guru. 

Ma non è lui che ti porta verso la luce? No, è la saggezza dentro di lui. 

Ecco perché Guru Nanak Dev Ji poté passare il Guru Gurdwara Ji a qualcun altro perché non ha trasmesso il suo Jiot nel modo tradizionale, come se quello a cui lo passava diventasse letteralmente uno Jiot di lui stesso

Invece, egli sta dicendo che: “Tutta la saggezza del Guru che ho in me, ora ce l’hai anche tu.  Ora tu sei tu il prossimo Guru”. 

Perché la saggezza è il Guru. 

Che cosa significa? Il Jiot non può fare niente per te. La saggezza del Guru è ciò che può fare qualcosa per te. Ed è quello che cerchiamo di ottenere ed è per questo che la forma ultima che ci è stata data di Guru Granth Sahib Ji è sotto forma di saggezza, conoscenza.

Guru Granth Sahib Ji è essenzialmente conoscenza. Non vuol dire che necessariamente Guru Granth Sahib Ji sia solo una luce del Guru. Questo non potrebbe fare niente per noi. 

 Potremmo avere un Guru proprio ora, come Guru fisico? Se è lo stesso messaggio, se è perfettamente in linea con ciò che dice Guru Granth Sahib, allora si, quello è Guru. 

Guru Gobind Singh Ji interruppe quel lignaggio fisico e lo trasmise al Guru Granth Sahib. Quindi, a meno che in qualche modo il Guru Panth decidesse che il lavoro di Guru Granth Sahib è finito e ora dobbiamo passare a un Guru umano o qualcosa del genere… ma abbiamo visto che gli umani sono fallibili.

Se guardiamo l’inizio del Sukhmani Sahib, Aad Gureh Nameh, Jug Aad Gureh Nameh. Questo è l’inizio del Sukhmani Sahib. Aad Gureh Nameh mi inchino all’Aad Guru. Ciò significa che il Guru è sempre stato lì. 

Il Guru non è iniziato con Guru Nanak Dev Ji. Il Gurgadi non è iniziato con Guru Nanak Dev Ji. 

Aad Gureh significa che è sempre stato lì. Jug Aad Gureh Nameh, nel corso dei secoli il Guru è sempre stato presente. Questo è il Guru al quale ci inchiniamo. Questo è il Guru a cui Guru Nanak Dev Ji si è inchinato. Questo è il Guru a cui Shiva si inchina. La saggezza definitiva. La saggezza è il Guru. 

 Non significa che abbiamo diversi tipi di Guru. Il Guru è uno. 

La saggezza del Guru è ciò che è importante per noi e dobbiamo portare dentro di noi quella saggezza del Guru. 

Voglio dire, il Bani dice: So Satgur Piāra Mere Nāl Hai: “Quel Guru, quell’amato Guru è dentro di me”. Jithe Kite Mainu Leh Chhadai “Dovunque e in ogni posto arriva e mi salva”. 

 È quella saggezza che è dentro di te.  In quale altro modo possiamo comprendere il Guru?

Anche in Punjabi oggi la parola Gur significa tecnica. 

 Puoi dire a qualcuno, Tu Menu Edha Gur Dasde: “Dimmi il Gur. Dimmi il significato di questa parola. Dammi la tecnica.” 

La parola Gur significa tecnica anche in Punjabi.

Così Guru ne è un’estensione. Il Guru non solo ti dà la saggezza ma ti dà anche il metodo, la tecnica.

Ma se Guru significa dall’oscurità alla luce e Guru è qualcosa che può essere dentro di te, allora uno dei modi in cui mi piace comprendere Guru è: la trasformazione dentro di te è il Guru? Trasformazione dall’ignoranza alla consapevolezza, anche questo può essere Guru.  Il processo di cambiamento dentro di te è il Guru che sboccia dentro di te.

 Queste sono le forme del Guru. 

La domanda successiva è: “Qual è la funzione del Guru?” Cosa fa il Guru? Il Guru è quello che consegna l’illuminazione.  Lo scopo del Guru è consegnarti questo messaggio di illuminazione. Non solo esternamente ma per cambiarti davvero. Lo scopo del Guru è trasformarti. Giusto?

Guru non è solo un libro statico. Ti danno il libro e poi lo leggi e poi tocca a te. Se ti do un manuale, se lo segui e funziona o non funziona, è un po’ un problema tuo. Il Guru non è così. 

Guru non è solo un manuale che potrebbe non funzionare, potrebbe funzionare o meno. Il Guru in realtà ti sta aiutando a trasformarti.

E cosa sta cercando di fare il Guru? L’unica cosa che Guru sta cercando di fare è sbarazzarsi dei tuoi blocchi. Della cosa che ti impedisce di realizzare Dio. E cosa ti impedisce di realizzare Dio? Tu stesso. 

 Il Guru sta cercando di liberarti dell’ostacolo che ti impedisce di realizzare Dio.

E se sei tu ciò che blocca, essenzialmente il Guru sta cercando di sbarazzarsi di te. Il Guru sta cercando di rompere la tua stessa identità.

E poiché hai un’identità personale, ti senti come se fossi separato da Dio, come se Dio fosse altrove. Vero? 

E poiché ci sentiamo separati da Dio, abbiamo bisogno di un Guru che ci aiuti a rompere quella separazione tra me e il Divino. 

 Questa è l’unica cosa che il Guru deve fare. 

Il Guru ha un compito: illuminarti. Questo è il suo unico lavoro. E lo vediamo nel Japji Sahib. Gurā, Ek deh bujhāī: Il Guru ti dà una comprensione. Ti dà la comprensione dell’Uno. 

Il Guru ha un solo compito ed è darti questa comprensione. Quella del Sabhnā jīā kā Ek dātā. Che dentro ognuno di noi c’è questa Unità. Ek Data. So Mē Visar Na Jāī. E che io possa non dimenticarlo mai.  Il Guru ha un solo compito: illuminarti.

Parliamo anche di questo; qual è la relazione tra Guru e Dio? 

Alcune persone si riferiscono al Guru come a un intermediario. A volte vediamo Dio, l’intermediario, e poi tu devi passare attraverso l’intermediario. Ma tecnicamente non è molto accurato, perché questo separa il Guru da Dio.

Un modo in cui mi piace descriverlo, è un pò come il sole e i raggi del sole. Così, Il Guru è come un raggio di sole. Non si può dire che il raggio di sole sia separato dal sole. Il sole e la luce del sole sono essenzialmente la stessa cosa. Il Guru è come un raggio del Divino.  È una funzione del Divino.

Uno dei modi in cui io capisco il Guru, e mi piace spiegarlo così, è che nella tradizione indiana ci sono stati dati i nomi di tutte le funzioni di Dio e noi le chiamiamo Devta. 

Devi e Devta. La gente si spaventa quando cominciamo a parlare di queste cose, ma un Devta è in fondo una funzione di Dio. Sai come nell’induismo hai l’immagine di un Dio con 20 braccia? Ciò che fondamentalmente significa è che Dio fa molte cose diverse. Corretto?

Immagina ogni braccio come un Devta. E ogni braccio ha una funzione diversa. Un braccio è per creare, un braccio è per distruggere. E quello che hanno fatto gli indù è stato capire tutte le diverse funzioni di Dio e dare a ciascuna una forma e un nome. 

Questa è la creazione, okay, chiamiamola Brahma. E facciamolo sembrare così.

E la distruzione, chiamiamola Shiva. D’accordo?

In realtà non sono mai esistiti come pensiero o altro? Non è quello che ho capito io, sai? Sono essenzialmente solo caricature di Dio. Diverse funzioni di Dio. 

Ecco perché il Bani parla anche di tutte le Devi che pregano Dio. Sono sotto il comando di Dio.  Sono funzioni di Dio.

Se Dio crea, una delle cose che Dio fa, come creare, hanno preso quell’energia di creazione e le hanno dato un nome e una forma. Alle funzioni di Dio è stato dato un nome.  All’energia della creazione, alla funzione creativa di Dio è stato dato il nome di Brahma. Ok? Distruzione, Shiva. Materialismo, Lakshmi, Maya. OpportUnità, Ganesh.  Questo è un solo un modo molto semplicistico affinché le persone comprendano le diverse funzioni di Dio.

Il problema sorge quando ti identifichi con le funzioni di Dio, quasi come se fossero separate, e ignori il Divino, ma continui ad andare avanti e a pregare Brahma e a dire: Oh, dammi un figlio, dammi un figlio. Hai presente? Ed è qui che nasce la confusione.

Ed è per questo che Guru Nanak Dev Ji dovette tornare e riaddestrare le persone, affinché reimparassero qual è il vero significato. 

Guru Nanak Dev Ji non è venuto a dire:” Va bene, Induismo, continua pure quello che stai facendo, io crērò una (religione) mia”. No, non è quello che interessa a Guru Nanak Dev Ji. 

Guru Nanak Dev Ji va da tutti e dice: Se vuoi essere indù, lascia che ti mostri cosa significa veramente l’induismo. Se vuoi essere musulmano, lascia che ti mostri cosa significa veramente l’Islam. 

Perché c’è una verità dietro tutte queste cose, ma le persone hanno perso la strada, il Guru è dovuto andare e mostrare alla gente qual è la strada.

Dunque tutte queste diverse funzioni di Dio furono chiamate Devi Devte.

E un’altra funzione di Dio è illuminare. 

Dio può creare, Dio può distruggere e Dio può fare ogni sorta di cose diverse, e una delle cose che Dio può fare è illuminare le persone. 

A quella funzione di Dio è stato dato il nome Guru. Così Anche il Guru è un’estensione di Dio. 

Ma di tutte le diverse Devi Devte, la Devi Devta più elevata è Guru. Di tutti le diverse Devi Devte. Chiaro?

Più di Brahma, di Vishnu, di tutti queste;  la versione più elevata è il Guru. Perché? Perché in Asa Diwār, Guru dice che Balhāri Gur Apne Deo Hāri Sadvār Jena Mānas Thē Devte Kiye. Perché il Guru può trasformarti in un Devta. Il Guru può trasformare proprio te in un Devta

E cosa significa Devta? Che perdi la tua identità e diventi una funzione di Dio. Diventi parte del gioco di Dio. Diventi un altro giocatore nella scacchiera di Dio.  Tutte le altre Devi Devte possono creare, possono distruggere, ma tu stesso puoi diventare una Devi Devta tramite il Guru.  Il Guru è la forma più alta di Devi, di Devta

E dice nel Bani, Gur Jaisa No Ko Dev: tra tutte le Devi Devo, non c’è niente come il Guru. Il Guru è la forma più alta di tutti loro.

 Non confondiamoci e non limitiamoci troppo con questa terminologia. Non dimentichiamo che il Guru è sempre quella cosa dietro alla mente.  

Quella parte che può illuminarti; è quando trovi quella parte, quella presenza dentro di te, quella è l’aspetto che può aiutarti. 

 Abbiamo parlato di cosa è Guru. Abbiamo parlato di quale sia la relazione tra Guru e Dio. Abbiamo parlato di quale sia la funzione del Guru. L’ultima domanda di cui dobbiamo parlare è: cosa facciamo noi con il Guru? Qual è il nostro rapporto con il Guru?

La maggior parte delle volte, la nostra relazione con il Guru consiste nell’esteriorizzare il Guru.  Questo è il punto verso il quale sto cercando di riportarti. 

Il Guru non è qualcosa di esterno a te. Ciò che è vivo dentro di te è il Guru. Anche la tua energia vitale è Guru.  Ciò che ti ha dato vita è il Guru. 

Ecco perché Bani dice Gur Dev Mata. Gur Dev Pita. Che cosa significa? Come può il Guru essere tua madre e tuo padre? Perché il Guru è energia vitale. 

Perché Gur Dev è tua madre e tuo padre? Perché essere umano è l’unica opportUnità per trovare Dio. La vita umana è l’unica opportUnità per trovare Dio. Nessun altro animale ha questa opportUnità.  L’energia vitale è stata infusa con l’aiuto del Guru. Non solo ti è stata data la vita come ad ogni altro animale, ti è stata anche data l’opportUnità di risvegliarti. Così il Guru è stato impiantato dentro di te. L’opportUnità di risvegliarti, di illuminarti.

E ricordando che il Guru dentro di te, molte volte Gurbani ha usato la frase Satgurki Seva e quasi ovunque tu vada si riferiscono a questo come fare Jodeiān Di Seva, Panthiān Di Seva, ma non è così. 

Satgurki Seva non riguarda il fare quel tipo di Seva. Il Seva va bene ed è una parte molto importante di ciò che facciamo e fa parte della nostra tradizione per spezzare il nostro Ego.

Ma il vero Satgur ki seva è il Simran. La meditazione è Satgur ki seva

Servire quella luce divina dentro di te. 

Trovare quella luce divina, inseguirla, passare del tempo con essa, essere alla sua presenza. Questo è Seva. 

Seva, secondo Guru Granth Sahib, non si limita solo ad andare al Gudwara e pulire i piatti, pulire le scarpe, anche se questo è importante. Ma questo non è il Seva definitivo, perché puoi fare tutto questo e al tempo stesso aumentare il tuo Ego. Se fai solo questo, ciò può aumentare il tuo Ego: “Sono andato e ho fatto così tanto Seva”. Quello non è Satgurki Seva.

Satgurki Seva èmedita fino al punto in cui distruggi il tuo proprio Ego”. 

Gurbani dice Satgur ki Seva So Kahe Jis Binse Haumai Tāp: Il servizio al Guru è svolto solo da coloro in cui la febbre dell’Ego è stata distrutta. 

Solo quando distruggi il tuo Ego, è solo allora che fai Satgur ki Seva.

Entrare nello spazio del mio spazio divino e rompere la connessione con la mia mente, la mia identità personale, questo è Seva del Sat Guru. Perché il Satguru è dentro di te.

Se il Guru è dentro di te e se il ruolo del Guru è risvegliarti, cos’è Gur Prasād? Cosa significa allora Gur Prasād? Se è già lì dentro di te?

Il Prasād è il fatto che sia lì. Il fatto che sia lì dentro di te, questa è la sua grazia. 

Il fatto che agli esseri umani sia stata data questa capacità di risvegliarsi, questa è la sua prima grazia.

Il fatto che siamo seduti qui a discutere questa è la sua grazia. 

Ci sono molte persone che non hanno nemmeno accesso a questa conoscenza. Non sanno nemmeno che essa esista.

La grazia è il fatto che la sua stessa presenza è la sua grazia. Gur Prasād. 

C’è una citazione davvero interessante che dice, gurmukh hove su kaiā khoje hor sabh bharam bhulaiē: Il Gurmukh è colui che esplora il proprio corpo. Gurmukh hove su kaiā khojei. Kaiā significa il tuo corpo. 

Colui che ricerca dentro se stesso, quello è un vero Gurmukh. 

Chi scopre ciò che c’è dentro di sé è il vero Gurmukh. 

Hor sabh bharam bhulaiē: tutto il resto è illusione e falso. Tutto il resto è falso.

Questo è il contesto di Sikhi adesso. Sikhi non è altro che trovare ciò che è dentro di te, e se tu stai facendo qualcos’altro, e non stai facendo questo, allora Gurbani ti dice che è falso. Una pratica falsa. 

gurmukh hove su kaiā khoje, colui che cerca, Khoje, va e lo trova dentro di sé. 

Hor sabh bharam bhulaiē, tutto il resto è una falsa illusione.

Così Prasād è adesso. Il Gur Prasād sta accadendo adesso. Non è: “Oh, Guru, per favore dammi il Prasād”. È vivo, è sveglio dentro di te. D’accordo? È proprio lì. 

Ma devi fare lo sforzo di andarlo a trovare. Se non lo trovi, non puoi dire che il Guru non ti sta facendo il Prasād. È come dire, sai, chiudere tutte le tende e dire: “oh, quando splenderà il sole?” Fuori splende il sole. Ma se tieni le tende chiuse, non lascerai entrare la luce del sole.

Ed è allo stesso modo, il Guru è dentro di noi. Ma se lo stiamo bloccando, stiamo facendo tutto il resto tranne che trovare quel Guru.

 Non incolpare il Guru per non averti fatto il Prasād. Il Guru fa sempre Prasād. Gurmukh hove su kaiā khojei. 

Prasād è adesso. Trovare il tuo Divino, questo è Gur Prasād. E quando lo trovi, non è il tuo successo. Se è un tuo successo, quello è di nuovo Ego. Se dici: “Ho trovato il Guru, è così, sono illuminato”. Questo è di nuovo il tuo Ego.

Se trovandolo ti rendi conto che è stato lo sforzo del Guru, è un buon Prasād.  Non c’è spazio per l’Ego, non c’è spazio per dire: sono grande, sono illuminato, sono un Gurusikh.

Trovo davvero interessante quando le persone si definiscono Gurusikh. Quando guardi nel Guru Granth Sahib Ji e vedi tutte le straordinarie qualità con cui un Gursikh è stato descritto, nessuno dovrebbe veramente osare definirsi un Gursikh.

Il Guru brilla dentro di te, è dentro di te, e tu devi fare il primo passo.

 Una volta che hai fatto il primo passo per aprire quella tenda, il Guru emerge splendendo. 

Devi fare tutto il duro lavoro, devi fare quegli sforzi. È qui che entrano in gioco Nitnem, Rehat e tutte queste cose. Se vuoi definirti un Sikh del Guru, allora devi fare quei duri sforzi per trovare quel Guru, per fare quel Kauji (?). 

Ma quando fai il primo passo, Charan Saran Gur Ek Painde Jai Chal, quando fai quel passo verso il Guru, Sat Gur Kot Painde Age Hoi Let He, Il Guru farà innumerevoli, milioni di passi verso di te.

Trovare il Guru, scoprire che Guru Prasād significa andare e guardare dentro te stesso, questo è ciò di cui ho parlato prima, trascorri un po’ di tempo stando semplicemente in silenzio con te stesso. Trascorrere un po’ di tempo ascoltando e dicendo cosa c’è qui in questo momento. Senza analizzare, senza pensarci, senza fare troppo, solamente siediti e senti la tua stessa presenza. Quello sei tu che fai Sat Gurki Seva.

Suppongo che l’ultima cosa in questa analogia con il Guru sia che, in definitiva, quello che stai cercando di fare è cercare di sbarazzarti di te stesso. Il Guru è il percorso del perdere l’Io e trovare il Divino. Non è una cosa facile da fare, perché alla fine quello che stiamo dicendo è che devo liberarmi di me stesso, e poi Dio diventerà Pargit.

Ma con me stesso, ciò che intendiamo è il mio attaccamento a me stesso. 

Penso di esistere, io, i miei, le mie cose, mia moglie, i miei figli, la mia casa, il mio lavoro, la mia vita.

Il mio nome, le mie opinioni, tutte quelle cose che mi passano per la testa. 

E questa (liberazione) non accade semplicemente dicendo, okay, non lo farò più. 

Essa avviene attraverso la pratica, attraverso il Naam Simran, uscendo dalla mente. 

Anche solo per cinque minuti al giorno, togli te stesso dalla mente. Altrimenti ti svegli la mattina, e subito sei nella mente. 

Ti svegli la mattina e inizi già a pensare a tutte le centinaia di cose che devi fare. 

Questa è la pratica; svegliarsi la mattina e spendere effettivamente, e passare  dieci minuti per essere semplicemente nel Naam Simran. Sei d’accordo?

Questo è ciò di cui parla Shabba: Gur Sat Gur Ka Jog Sikh Akae: Un Sikh che sta di fronte al Guru è solo uno, Jo Pal Keo Ka Nam Tehae: al mattino, immediatamente (fai il) Naam Simran.

Quanti di noi lo fanno? Svegliarsi la mattina e fermare subito la mente, perché anche nel sonno hai pianificato molte cose e pensato molte cose. Nessuno fa il Simran nel sonno.  Non pensare di essere in chissà quale stato di purezza quando ti svegli al mattino. Non lo sei, la tua mente è ancora in movimento.

Ma appena ti svegli hai un’opportUnità. 

Sai qual è il problema? Il problema è il tempo. Ecco perché devi alzarti presto. 

Se ti svegli e sei in ritardo, qualunque cosa tu stia facendo, non avrai tempo. Terrai d’occhio l’orologio. Prova a svegliarti qualche minuto prima, anche cinque minuti, inizia cinque minuti prima, cinque minuti prima di dover effettivamente alzarti dal letto. 

E solo per quei cinque minuti, dì a te stesso “Non farò nulla, farò solo il Naam Simran”.

Questa è la pratica in cui devi iniziare ad entrare. Trascorri cinque minuti lontano dalla tua mente. La mente è il problema. Il pensiero, i pensieri, l’attaccamento alla vita quotidiana, questi sono i problemi. 

Trascorri cinque minuti seduto fuori [dalla vita quotidiana]. 

Trascorri cinque minuti quando torni dal lavoro, quando torni da scuola. Prova a trascorrere cinque minuti dentro di te.  E poi anche cinque minuti prima di andare a dormire. 

Decidi tu i tempi. Il nostro sistema è molto pratico. 

Al mattino vai pure a fare il tuo kirt kuma (?)i, vai a guadagnare, poi torna. 

La sera, prima di sederti e consumare tutti i pasti, fare tutte le tue chiacchiere e spettegolare su ciò che hai fatto durante il giorno, dedica un po’ di tempo a pulire la tua mente. Questo darà il tono al resto della serata. 

Poi, prima di andare a letto, trascorri un altro paio di minuti a pulire la tua mente, semplicemente a schiarirti. È un sistema molto pratico.

Più a lungo puoi farlo, meglio è. Non abbatterti perché non puoi fare un’ora e mezza di nith nēm al mattino. Chi ha tempo per farlo? È molto difficile da fare.  Non dire:” Visto che non ho tempo per fare un’ora e mezza, non farò nulla”. 

Fai cinque minuti. Va bene? Fai le cose più semplici che puoi. 

E comincia a dare via tutte queste cose. Ok? 

Inizia a dare via le tue preoccupazioni. Inizia a dare via i tuoi problemi fisici, mentali, familiari.  Dalle via. 

Gurbani dice: Tan Man dhan sabh saup gur kau. Date tutto al Guru.

Che cosa significa? Non stai facendo pitta(?) di queste cose al Guru Granth Sahib Ji.

Significa semplicemente che quando ti siedi in meditazione e trovi quello spazio del Guru dentro di te, allora stai dando via i tuoi problemi. 

Sei seduto in quello spazio e dici: “In realtà questa è la parte più importante della mia vita”. 

Questa è la parte più importante della mia giornata. Tutto il resto è banale. Tutto il resto è temporaneo. Tan, man, dhan: Corpo, mente, ricchezza e materialismo. Sab samp saup gur kau. Dai tutto al Guru. Offri tutto al Guru.

 

Kabir Ji dice: Mera mujh mein kich nahin jo kich hai so tera. Non c’è niente dentro di me. Tutto ciò che è mio è tuo. Terā tujh kau saupate kiā lāge merā. Se ti do tutto quello che possiedo, cosa ho perso? Perché tutto è venuto da te fin dall’inizio. 

Terā tujh kau saupate. Ciò che era tuo, te lo restituisco.  I miei problemi nella vita, me li hai dati tu. E’ un tuo problema. Il mio corpo, me lo hai dato tu. E’ un tuo problema. La mia mente, mi hai dato tu la mente.  Non ho creato io questa mente. Non voglio avere questa mente pazza che corre sempre in giro con cento pensieri diversi. Ma mi hai dato tu questa mente, vero? E’ un tuo problema. Mi siederò semplicemente nel mio spazio tranquillo.

Terā tujh kau saupate kiā lāge merā Cosa perdo se ti do tutto ciò che mi hai dato tu in primo luogo?  Questo è ciò che significa offrire tutto al Guru. Inizia dando via questi problemi. Altrimenti finisce che dedichiamo tutto il nostro tempo ai nostri problemi e pochissimo tempo al Simran; dobbiamo invertire la situazione. 

Suppongo che la domanda che dobbiamo porci è: se non lo fai, per quanto tempo continuerai a rimanere seduto nella mente? Che bene ti ha mai fatto la mente? Vero? 

È uno strumento utile, ma per quanto tempo andrai avanti? 

Per il resto della nostra vita rimarremo seduti nella mente a guardare i nostri problemi.

Ogni giorno che ti svegli è lo stesso, non è vero? Sono gli stessi problemi ogni giorno.  È lo stesso ogni giorno. Per quanto tempo continuerai a farlo? 

Ma quando ti siedi in meditazione, ogni volta che ti siedi in meditazione, è una bella esperienza. È una nuova esperienza. È fresco. È rinfrescante. Ti ricarica. Ti solleva.

Gurbani dice: Sahib mera nēt nama. Il mio Maestro è sempre nuovo. Ogni volta che mi siedo lì sembra una nuova esperienza. Ma questo non vuol dire che lo otterrai sempre. A volte ti siederai lì e lotterai. Dirai:” Non riesco a trovarti oggi”. Questo perché siamo chiusi nella mente. 

Chalo(?), anche quello è il tuo Hukam. Non fare di questo un tuo problema. Non assorbirlo nella tua vita. Non aggrapparti a questi problemi. Dai anche questo al Guru. “Ok Guru, nessun problema. Grazie, ma oggi non ha funzionato del tutto. Chalo, è stato difficile farlo.” 

Sì, ma questo è il livello del lasciare andare. Va tutto bene, non è un problema. 

Non è che otterrai qualcosa da tutto questo processo; questo è il processo per liberarti di te. Questo non è un processo per ottenere qualcosa.  Sikhi non significa ottenere qualcosa; vuol dire dar via.  Quindi, se oggi non hai ottenuto nulla dal tuo Simran, okay, nessun problema. Riprova più tardi. D’accordo?

Questi sono dei piccoli consigli utili. 

Uno dei consigli più utili che posso darti è quando fai il simran, quando fai pāth, non appena chiudi la gutka, non smettere. Non fermarti nella tua mente. 

Perché questo è uno degli errori che facciamo. Vero? 

Fai tutto il tuo nitnem, poi Wahe guru ji ka kalsa wahe guru jii ki fathe, lo metti giù e dici, bene, ora posso iniziare a pensare alla mia vita. Non farlo. 

Appena metti giù il tuo nitnem, il tuo gutka, continua nella tua mente. Continua, continua, continua. Altrimenti che senso avrebbe? 

Nitnem non significa recitarlo per un’ora al mattino. Si tratta di farlo 24 ore su 24.  Una delle cose fondamentali che ho imparato è di non fermarmi. 

Qualunque cosa tu stia facendo, Wahe Gurusimran, qualunque cosa sia, non appena diciamo fateh, abbiamo la cattiva abitudine di spezzare quel collegamento. Ok, fateh, mi metto le scarpe, mi metto gli abiti da lavoro, penso al lavoro.

 No, continua, mentre ti lavi i denti, “Wahe Guru”, sull’autobus, “Wahe Guru”, mentre guidi, in tutto quello che stai facendo, non dimenticarlo.

Il video della lezione originale di Bhai Satpal Singh, dell’organizzazione Nanak Naam, tradotto in italiano il più fedelmente possibile.

Per gentile concessione di https://www.nanaknaam.org/