Spiegazione 1 - Naam | ਨਾਮ
Naam significa letteralmente "Il Nome". Una definizione più completa del termine si può trovare solo all'interno dello Sri Guru Granth Sahib (SGGS). Naam è la Parola di Dio, o l'Essenza Divina. Etimologicamente, la parola presenta una sorprendente somiglianza con il termine greco neumena, ovvero l'Essenza Luminosa in contrapposizione ai fenomeni. Naam non è semplicemente il "Nome di Dio", come comunemente si crede; esso simboleggia l'Essere di Dio che riempie tutta la Creazione. Nel SGGS, Naam è anche chiamato Sabad.
Quando non esisteva la Creazione, nulla era in esistenza – né aria, né luce, né acqua, né terra, né spazio. Dio esisteva da solo, immerso in profonda meditazione e autoassorbimento. Quando Dio desiderò manifestare i Suoi valori, creò gli universi, i mondi e tutti gli esseri materiali e viventi pronunciando una sola Parola. La Sua Parola è onnipervasiva ed è l'unica fonte di tutta la Creazione; la Parola ha creato gli universi e sostiene ogni cosa al loro interno. Lo Sri Guru Granth Sahib ci illumina ulteriormente spiegando che la Parola di Dio si trasformò in onde di luce, i cui raggi sono presenti in tutte le creature e in ogni altra parte della Sua creazione. Questo concetto è coerente con un principio fondamentale della fisica, secondo cui le vibrazioni sonore, se amplificate più volte, si trasformano in onde luminose.
Questa Essenza / Naam / Sabad / Logus è senza forma, senza colore e senza caratteristiche, ma, come detto, è presente in tutta la creazione. Non esiste pianta né creatura in cui essa non sia. La Terra e gli altri corpi celesti esistono perché c'è Naam in questo universo; e quando Dio ritira questo Naam dall'universo, si verificano calamità naturali (Parloh / Mahaparloh) in tutto il cosmo. È questo il momento in cui l’universo perisce, e con esso tutte le creature viventi. Essendo così, l'Essenza non può essere vista né immaginata dalla mente. Noi possiamo percepire solo la dimensione fisica della Realtà nella Creazione di Dio – montagne, piante, alberi, creature, ecc. Così, il Guscio Esterno della Realtà ci trattiene (le apparenze ci ingannano) e non possiamo penetrare oltre per sperimentare la Realtà onnipervadente.
La dimensione fisica della Realtà (il guscio esterno) è sempre in cambiamento; continua a mutare. Nascita, morte, creazione, distruzione, tutto avviene nelle dimensioni fisiche della creazione, mentre l’Essenza, essendo Sat (Sat-Naam), non cambia mai: trascende lo spazio e il tempo.
Non possiamo focalizzare la nostra mente o attenzione su Dio, che è Assoluto, l'Essenza invisibile. Il Naam (Shabd), il Nome di Dio, è l'unico mezzo a nostra disposizione per avvicinarci a Lui. Il Naam è in realtà una combinazione di cinque parole (che rappresentano i nomi di cinque luoghi celesti soprannaturali situati lungo il cammino dell’anima verso il Sachkhand), parole che solo un vero Guru può donare ai suoi discepoli.
Tutti coloro che ricevono il Naam dal Guru devono concentrarsi su un unico punto nella loro mente e recitare il Naam interiormente, senza pronunciarlo ad alta voce. Quando recitiamo il Naam, la nostra anima inizia a rispondergli: si restringe e comincia a muoversi verso un punto del nostro corpo chiamato il Terzo Occhio. Con una pratica costante e prolungata, si raggiunge il Sachkhand. È quindi attraverso il Naam che siamo in grado di pensare a Dio e di ricordarlo. In altre parole, il Naam è Dio stesso, adattato alle nostre limitate capacità di percezione e pensiero, reso accessibile alle capacità del nostro corpo e della nostra mente.
Poiché siamo dotati della capacità di pronunciare e ascoltare attentamente, la continua recitazione e l'ascolto attento del Naam focalizzano la nostra mente sull'oggetto dell’invocazione, portando a una costante memoria di Dio (Dhyaan). Questo Dhyaan, a sua volta, conduce all’assorbimento totale della nostra coscienza nel pensiero di Dio, il quale risponde alla nostra sincera invocazione e si rivela nel nostro essere interiore.
La rivelazione dell’Essenza della Realtà dentro di noi è la rivelazione del Naam. Quando il Naam si manifesta interiormente, il devoto vede l’Essenza di Dio pervadere tutta la Sua Creazione.
I Guru hanno insegnato che le loro dottrine sono destinate a tutte le religioni (varnas) e che tutti hanno il diritto di ricevere gli insegnamenti dei Guru. Per avviare la nostra anima verso la meta ultima (Sachkhand), una persona deve recitare il Naam ripetutamente e ininterrottamente, custodendolo nel cuore in ogni momento – questa è l'essenza della preghiera e della devozione a Dio.
Nella Gurbani, il termine Gursabad o Sabad è sinonimo di Naam. Senza una recitazione incessante del Naam, Dio non può essere realizzato.
Spiegazione 2 - Naam (ਨਾਮ)
Il termine Naam (ਨਾਮ) e i concetti correlati di Naam Japo o Naam Japna trasmettono il messaggio della necessità di ricordare Dio (il Creatore) ripetendo il Suo Nome e concentrando la mente sulla Sua Identità. I nomi attribuiti a Dio fanno principalmente riferimento alle qualità e agli attributi dell'Onnipotente.
Nelle Rehat Maryada (linee guida della disciplina sikh) stabilite da Guru Gobind Singh, si richiede che un Sikh pratichi il Naam Simran come parte della propria routine quotidiana.
Questo concetto è profondamente radicato nello Sri Guru Granth Sahib ed è visto come il mezzo attraverso il quale l'essere umano può conquistare l'ego, l'avidità, l'attaccamento, la rabbia e la lussuria – comunemente chiamati i Cinque Vizi o Cinque Ladri. La pratica del Naam porta pace e tranquillità alla mente.
I Sikh praticano sia la recitazione silenziosa e individuale del Naam nella propria mente (comunemente chiamata Naam Simran), sia la recitazione comunitaria del Naam (nota come Naam Jaap). Tuttavia, queste non sono definizioni rigide delle pratiche, e alcune variazioni possono esistere tra le diverse comunità sikh.
Sfondo
Nella Gurbani, Guru Arjan Dev ci insegna l'importanza del Naam e il valore che il Guru gli attribuisce:
Il Guru dichiara: "Naam è l'unico sostegno di Nanak!". Questa affermazione sottolinea l'importanza fondamentale che il Guru attribuisce al concetto e all'aspetto del Naam. È evidente che comprendere questo termine sia di grande valore per lo studente del Sikhi.
Il termine Naam appare nello Sri Guru Granth Sahib almeno 2.542 volte. Ogni volta che il termine viene menzionato, il Guru lo spiega in modi sempre più profondi ed elaborati.
Il Concetto di Naam
Il Naam è un termine comune nella Gurbani e rappresenta un'entità illimitata. La parola Naam è uno strumento che ci aiuta a percepire e a realizzare il Signore, che è al di là della percezione umana, in un modo limitato ma personale – compatibile con le nostre capacità umane. Questo concetto donato dal Guru ai Sikh deve essere vissuto e praticato nella propria vita quotidiana. Solo chi si immerge completamente nel Naam può comprendere le benedizioni che derivano da questa realizzazione.
Quando una persona è completamente imbevuta di Naam, solo allora può comprendere l’essenza del Signore – Waheguru, Raam, Allah, Dio, ecc. Man mano che si approfondisce questa comprensione, si ottiene una visione più chiara del concetto di Dio, della Sua Creazione, della Sua immensità e della Sua presenza onnipervadente in tutto.
Alcuni studiosi del Sikhi affermano che il Naam non consiste solo nella recitazione del Nome di Dio, ma anche nella concettualizzazione della realtà che chiamiamo "Dio" nella nostra psiche. È un processo di comprensione e realizzazione della visione di Dio così come spiegata dal Guru.
Inoltre, il Sikh ha il dovere di comprendere questo concetto di Dio e di mantenere questa realtà al centro della propria coscienza mentre conduce una vita normale.
La Scala per Raggiungere la Realtà
Il Naam rappresenta l’unione della mente e dello spirito con la Realtà, un traguardo che si può raggiungere attraverso la ripetizione devota del Suo Nome, sia verbalmente che mentalmente. Il Naam è il segno, il simbolo e il canto di Dio. È la chiave per entrare nella Sua presenza e nel Suo cuore. Attraverso l’adorazione e il canto delle Sue lodi, i cuori dei santi si illuminano interiormente. Il Naam porta pace, tranquillità e una serenità che altrimenti non si potrebbe mai sperimentare.
È descritto come il più potente "detergente", in grado di liberare la mente dalle sue impurità e afflizioni, tingendola per prevenire ulteriori erosioni. La mente subconscia, o budhi, viene affinata e modellata, trasformandosi in un’intuizione immediata (sudhi). In questo stato, l’esperienza mistica si manifesta semplicemente con il flusso dei pensieri. Infatti, l’intero universo è sostenuto e mantenuto dal Naam: "Naam ke dhare khand brahmand" ("Il Naam sostiene i continenti e l’universo" – SGGS ANG 284).
Nel corpus Gurbani.it:
La grandezza di Dio è al di là della comprensione umana. Tuttavia, Egli può essere avvicinato attraverso una scala chiamata Naam, che può portarci alla Sua altezza. Il Naam, quindi, è più grande di ogni altra cosa: "Sabte ucha jaka nao" ("Il più alto di tutti è il Suo Nome") e "Vada Sahib ucha thao, uche upar ucha nao" ("Il Signore è grande e dimora in un luogo elevato, e più alto di tutto è il Suo Nome").
Nelle Scritture Sikh, Dio è chiamato con vari nomi, come Ram, Gobind, Mukand, Madhav, Prabhu, Rahim, Karim, Vithal, ecc. Tutti questi appellativi sono definiti Karam-Naam, poiché esprimono le qualità e gli attributi di Dio. Secondo Guru Nanak, il Suo Nome eterno è Sat, ovvero Verità. Egli è vero e così è il Suo Naam – "Sacha Sahib, sach nae" ("Il Signore è Vero e il Suo Nome è Vero"). Il Sat Naam, menzionato nel Mool Mantra, è il Suo Nome da prima dell’inizio dei tempi: "Sat Naam tera para-purbala" ("Il Tuo Sat Naam esiste da prima dell’età primordiale").
Il Naam Porta Benedizioni e Chardikala
Nel Jap Sahib, Guru Gobind Singh ha menzionato centinaia di Karam-Naam in arabo, persiano, sanscrito e punjabi. Tuttavia, prima di elencarli, Egli ha umilmente riconosciuto, nel prologo, che poiché Dio è al di là della comprensione e della descrizione, non si può rendere piena giustizia all'argomento. L'espressione usata è "Neti, Neti" – "Questo non è tutto, questo non è tutto", poiché c’è sempre qualcosa di più da dire su di Lui.
Un devoto immerso nel Naam è indifferente al dolore e alla sofferenza; rimane in uno stato di Chardikala (spirito sempre ascendente), desidera il bene per tutti (Sarbat da Bhala) ed è sempre pronto a proteggere i deboli e i santi (Sant Ubaran Dusht Uparan), nonché a combattere per cause giuste (Shubh Kiarman te Kabhun na Taron – "Non esitare mai a compiere azioni virtuose").
La sua richiesta o preghiera principale è per il Naam-Daan – il dono del Naam, che consiste nel canto, nella recitazione o nel ricordo della presenza del Signore. Questo è il dono e la Grazia più grandi che si possano desiderare.
Conclusione
In conclusione, il Naam è la Verità Ultima. È una parola che descrive gli attributi eterni di Dio, simbolicamente onnicomprensivi, senza forma, immacolati e assoluti. La meditazione e la devozione al Naam sono la porta d’accesso al regno della Grazia e della Beatitudine di Dio.
Note
- https://www.sikhiwiki.org/ ↩